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PACE E GIOIA FRATELLOda chi andremo Signore, solo tu hai parole di vita eterna
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Da questo sappiamo d'averlo conosciuto: se osserviamo i suoi comandamenti . Chi dice : " Lo conosco " e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo e la verità non è in lui; ma chi osserva la sua parola, in lui l'amore di Dio è veramente perfetto. Da questo conosciamo di essere in lui. Chi dice di dimorare in cristo, deve comportarsi come lui si è comportato. (1Gv. 2,3-6) Benvenuto fratello o sorella nel mio Spaces PER ASCOLTARE IL VIDEO, FERMARE IL CANTO
June 27 La messa domenicale, precetto della Chiesa.Molto spesso incontro amici, che ignorano che il non partecipare alla Messa domenicale e festiva, costituisce materia grave, ed considerato peccato mortale. Ma quanti battezzati cattolici, ricordano i precetti della Santa Chiesa e li osservano? Mi è sembrato opportuno riaffermali in questo spazio. Ma sopratutto, mi auguro che dai pulpiti delle chiese vengano richiamati senza timore .Dei precetti della Chiesa in generale. 469. Oltre i comandamenti di Dio, che altro dobbiamo noi osservare? Oltre i comandamenti di Dio noi dobbiamo osservare i precetti della Chiesa.470. Siamo noi obbligati ad obbedire alla Chiesa? Senza dubbio siamo obbligati ad obbedire alla Chiesa, perché Gesù Cristo medesimo lo comanda, e perché i precetti della Chiesa aiutano ad osservare i comandamenti di Dio.471. Quando comincia l'obbligo di osservare i precetti della Chiesa?L'obbligo di osservare i precetti della Chiesa generalmente incomincia dall'uso di ragione.472. È peccato trasgredire un precetto della Chiesa? Il trasgredire avvertitamente un precetto della Chiesa in materia grave è peccato mortale.473. Chi può dispensare da un precetto della Chiesa? Da un precetto della Chiesa può dispensare solamente il Papa, e chi da lui ne ha ricevute le facoltà.474. Quanti e quali sono i precetti della Chiesa? [1]I precetti della Chiesa sono cinque:
Anno Santo Compostellano-«Cantate Domino canticum novum, laus eius in Ecclesia Sanctorum» (Ps. 149, 1).TRECENTOSESSANTACINQUE GIORNI CIRCA, ALL' APERTURA DELLA PORTA SANTA E ALL' AVVIO DELL' ANNO COMPOSTELLANO.
SIAMO PRONTI AD ACCOGLIERE QUEST' ANNO DI GRAZIA. Nel 2009, come in tutti gli anni in cui il 25 luglio, festa di San Giacomo, cade di domenica, si celebra un “Anno Santo Compostellano”. Si rinnova in tal modo una tradizione che porterà a Santiago de Compostela milioni di pellegrini tra i quali se ne prevedono oltre 200.000 a piedi, lungo le antiche strade.
June 13 13 Giugno di Sant' Antonio da Padova
La predica è efficace quando parlano le opere
Dai «Discorsi» di sant'Antonio di Padova, sacerdote (I, 226)
Chi è pieno di Spirito Santo parla in diverse lingue. Le diverse lingue sono le varie testimonianze su Cristo: così parliamo agli altri di umiltà, di povertà, di pazienza e obbedienza, quando le mostriamo presenti in noi stessi. La predica è efficace, ha una sua eloquenza, quando parlano le opere. Cessino,
ve ne prego, le parole, parlino le opere. Purtroppo siamo ricchi di parole e vuoti di opere, e così siamo maledetti dal Signore, perché egli maledì il fico, in cui non trovò frutto, ma solo foglie. «Una legge, dice Gregorio, si imponga al predicatore: metta in atto ciò che predica». Inutilmente vanta la conoscenza della legge colui che con le opere distrugge la sua dottrina.
Gli apostoli «cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito Santo dava loro il potere di esprimersi» (At 2, 4). Beato dunque chi parla secondo il dettame di questo Spirito e non secondo l'inclinazione del suo animo. Vi sono infatti alcuni che parlano secondo il loro spirito, rubano le parole degli altri e le propalano come proprie. Di costoro e dei loro simili il Signore dice a Geremia: «Perciò, eccomi contro i profeti, oracolo del Signore, che muovono la lingua per dare oracoli. Eccomi contro i profeti di sogni menzogneri, dice il Signore, che li raccontano e traviano il mio popolo con menzogne e millanterie. Io non li ho inviati né ho dato alcun ordine. Essi non gioveranno affatto a questo popolo. Parola del Signore» (Ger 23, 30-32). Parliamo quindi secondo quanto ci è dato dallo Spirito Santo, e supplichiamo umilmente che ci infonda la sua grazia per
realizzare di nuovo il giorno di Pentecoste nella perfezione dei cinque sensi e nell'osservanza del decalogo. Preghiamolo che ci ricolmi di un potente spirito di contrizione e che accenda .
in noi le lingue di fuoco per la professione della fede, perché, ardenti e illuminati negli splendori dei santi, meritiamo di vedere Dio uno e trino.
June 02 Sant' Antonio da Padova< Tu, maledetto, allontanati da me; sei venuto per l' ultima battaglia perchè sai che, come me e su di me, anche tu hai poco tempo. Ti ho già sconfitto altre volte riparandomi dietro la Croce del mio Signore, e anche adesso ti stò gridando Ecce Crucem Domini, fugite partes adversae! >
Tratto da : Io è il diavolo - Sant' Antonio da Padova racconta la sua vita. Rino Camilleri - Mondadori ! Aprile 2002. March 25 La nostra Pasqua, la vittoria definitiva di Criso sul male.
February 16 Ascoltare, e discernereA tutti i fratelli, che si preparano ad un cammino di fede, e leggono le favolette di un noto romanziere brasiliano,
ammirando e gustando la teologia del diavolo. Non a caso ne pubblicano, sui loro siti le " poesie" , e si compiacciono di ciò che fanno, pensado di apparire poeti,e forse forse anche dei profeti.
Preghiamo tutti, affinchè lo Spirito santo, li illumini, e si ravvedano, ad occupare il tempo prezioso, in letture sane ed edificanti, e non nel leggere queste false dottrine, del "nuovo pensiero", ma vecchio nei contenuti e nelle idee.
Perchè solo Cristo è la via, la verità e la vita.
.............." Ascoltare non alla leggera la lingua della teologia, ma sforzarsi in ogni parola e in ogni sillaba di scoprire il significato nascosto, non è di persone restie alla pietà , ma di persone che percepiscono lo scopo della nostra vocazione : a noi è proposto di rassomigliare a Dio, er quanto sia possibile alla natura dell' uomo.
Ma la somiglianza non esiste senza la conoscenza e la conoscenza dipende dagli insegnamenti.
Principio dell' insegnamento è la parola . Ma parti del discorso sono sillabe e parole. Di conseguenza, non è fuor di proposito l'analisi delle sillabe.
Questioni insignificanti, all ' apparenza, ma non per questo trascurabili.Anzi , proprio perchè la verità è difficile da cacciare , dobbiamo farlr l posta da ogni parte.
Se infatti alla pari delle arti l'acquisizione della pietà cresce a piccoli passi, nulla deve essere trascurato da coloro che sono introdotti alla sua conoscenza. Così se qualcuno disprezzasse come insignificanti le prime lettere dell' alfabeto non potrebbe mai raggiungtere la perfezione della sapienza.
<Si> e < no> sono due sillabe , ma spesso il migliore dei beni , la verità e la menzogna, estremo limite della malizia, sono racchiuse in queste brevi parole.
E perchè dico queste cose ? Già qualcuno dei martiri di Cristo, per aver anche solo annuito con la testa fu ritenuto pienamente adempiente al debito della pietà . Se è così, quale espressione teologica è così breve da non avere un peso determinante o pro o contra ?
Se non passeranno nè uno iota nè un punto della Legge, come potrebbe essere sicuro per noi trascurare le minime espressioni ?...... da San Basilio di Cesarea -Lo Spirito Santo 3-4 pagg.87-88 February 04 E' ufficiale le suore resteranno a Pesco Sannita. Alleluia !!!!!!!!!!!!!!!!Finalmente. E' ufficiale le Suore Salesiane, resteranno nella nostra comunità. In tal senso per lodare Dio e San Giovanni Bosco, la nostra parrochia, con l'insostituibile guida del Parroco, Don Nicola Gagliarde, ha organizzato una novena, di preghiera . La celebrazione conclusiva, è stata presieduta da S.E. Mons. Francesco Zerrillo Vescovo Emerito di Lucera-Troia. Forte la partecipazione del popolo Pescolano, ed in particolare dei tanti ragazzi e bambini dell' oratorio. Un grazie ancora alle nostre infaticabili ed insotituibili suore. Grazie Grazie Grazie. January 07 Padre Antonio Di Monda- I Anniversario della morteSi è svolto, con la partecipazione commossa, di tanti amici e conoscenti la Celebrazione del
I Anniversario della morte
Padre Antonio Di Monda
la S. Messa è stata Celebrata ore 18.30
dell' 11 Gennaio 2008
nella suo Convento "Chiesa di San Francesco" in Piazza Dogana - Benevento
Lo ricordiamo, con immutato affetto, predicatore instancabile, amico di tutti, vero francescano, di un umiltà impareggiabile. Ha portato conforto, speranza, e sollievo ovunque egli sia entrato.
Tratto dal diario degli ultimi giorni di : Padre Antonio di Monda:
" Grazie Signore perché mi hai concesso
di lavorare nella tua vigna per moltissimi anni.
Che io, in ogni istante, magnifichi e glorifichi
Te solo che, munifico Signore e datore di ogni
dono, rischiari, ricopri e perdoni l'infinita
miseria del mio povero niente.
Mamma celeste ripongo ogni mia speranza
nel tuo cuore Immacolato.
Gesù, Maria, Giuseppe, portatemi in Cielo! December 31 Omelia: La Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe . 29 Dicembre 2007 Buonalbergo- S.E. Mons. Raffaele FarinaGiuseppe e Maria ben rappresentano l'atteggiamento quotidiano del cristiano: entrambi cercano con impegno incesante Gesù, fino a trovarlo. Gesù è il centro e il motivo dell' unità familiare.Prima di are inizio alla liturgia Eucaristica , rivolgiamo il pensiero a Gesù nostro Signore, che il protagonista di essa.
" Signore Gesù, crea in noi il silenzio per ascoltare la yua voce nelle letture della scrittura e fa che la tua parola ci purifichi profondamente, così che degnamente e nell' amore possiamo unirci nella memoria nel sacramento ce rinnova la tua passione e morte, e ricevere òl' Eucarestia, il tuo corpo e il tuo sangue, pegno di risurezione e vita eterna".
Con questi sentimenti poniamoci ora alla presenza di Dio e chiediamo a Lui umilmente perdono dei nostri peccati, sopratutto quelli contro la carità.
........Omeila
Cari fratelli e sorelle!
Le letture che abbiamo ascoltato ci toccano profondamente sopratutto per due motivi : per la loro semplicità e per la loro autorità. Sono parole sagge, rivolte a tutti quanti siamo qui presenti (e anche agi assenti), uomini e donne, anziani e giovani, adulti e bambini sati e non sposati , poichè tutti facciamo parte della famiglia, di una famiglia.
Sono parole semplici e sagge quelle che abbiamo ascoltato , ma ci toccano profondamente , perchè ci sono rivolte da Dio nostro Padre e ci sono ripetute da Gesù Suo Figlio e dalla Chiesa e da tutta la di venti secoli di cristianesimo.
Vorrei condividere con voi alcume riflessioni riguardanti il tema della famiglia , così come le letture della Scrittura c'invitano a fare. Vorrei parlarvi della Santa Famiglia come di un modello della Famiglia normale di cristiani come lo siamo noi e della missione che tale modello ci viene in qualche maniera affidata.
1. Il Vangelo di Matteo in generale ci presenta la Santa Famiglia come una famiglia speciale, con la nascita straordinaria di Gesù da una vergine, Maria , e altri segnali, miracolosi o perlomeno straordinari che ne fanno una famiglia speciale; e tuttavia lo svolgimento della sua vita quotidiana, dal testo che abbiamo ascoltato, è del tutto normale, come quella di tante altre famiglie del contesto in cui viveva. Al di là della poesia del Natale, essa ci appare subito come una famigia profuga per la violenza subita da un tiranno e per sfuggire a una strage .Dio incarnandosi ha provato subito sulla propria pelle il mestiere difficile di essere uomo.
E tuttavia la famiglia di Nazaret appare come una famiglia, come si suol dire, “ sveglia”, cosciente,responsabile e “snella” nell’ affrontare i pericoli e risolvere i problemi. I Genitori, Giuuseppe e Maria, sono protagonisti e responsabili di sé e della propria missione : è questo nel testo ascoltato viene sottolineato come primo valore umano. Perciò guardando alla famiglia di Nazaret, non abbiamo di fronte una astrattezza, ma un modello concreto cui attingere una lezione “ più da testimoni che da maestri” . ( Paolo VI). Le due letture, prese dal libro del Siracide e dalla Lettera di san Paolo ai Colossesi, ci aiutano a completare il quadro e il contesto mancante del tutto dai testi dei quattro Vangeli, per quel che riguarda i trent’anni della vita di Gesù da lui vissuti in famiglia. Sono testi, come vi dicevo, che trasudano normalità e saggezza. La prima lettura richiama la cura degli anziani . L’altra lettura invece, più ampiamente, richiama la reciproca responsabilità tra i coniugi , per il vincolo dell’ amore e del perdono (“ al disopra di tutto vi sia la carità che è il vincolo della perfezione”), e per la finezza educativa nei confronti dei figli(“Padri, non inasprite i vostri figli”). Si tratta di “ rivestirsi dei sentimenti di misericordia , di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza, sopportandovi a vicenda e perdonandovi scambievolmente “. Valori umani di responsabilità e di amore che hanno il riferimento, anzi la sorgente, in Dio :” Come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi”.Mai, come nel vangelo di oggi, infine, si trova un uomo “obbediente” a Dio come Giuseppe, qui mosso dall’ angelo di Dio, quale interprete docile del disegno di Dio.” Alzati , gli dice,….fuggi….resta là…..ritorna….” , E Giuseppe, senza dire una parola, esegue tutto, sentendo che nella sua obbedienza si attua un progetto divino del quale lui volentieri diviene strumento. 2. La famiglia, che abbiamo definito normale, deve sopravvivere, ha come compito primario quello di conservarsi e moltiplicarsi; conservarsi fisicamte, spiritualmente....Parliamo ddella missione inerente la natura stessa della famiglia. Una famiglia che conduce una vita normalmente umana e cristiana non solo promuove se stessa, ma ha come effetto benefico la promozione della collettività umana, nel senso più positivo del termine, e la ll' ambiente e del contesto dove essa risiede e si muove. Mi riferisco soprattutto a un ambito privilegiato di tale benefica promozione che la famiglia ha nei riguardi della società e dell' ambiente naturale in cui vive:quello dell' educazione , intendendo questo ambito in un triplice senso.E cioè:prima di tutto l'educazione come formazione umana lnel senso più pieno (e vedo qui un compito primario della famiglia rispetto a quello dela scuola), e poi quello dell' istruzione , con il compito della supplenza laddove la scuola viene meno o fallisce miseramente, come talvolta capita; ma ancomportante vedo a fede, intendendo prima di tutto la vitacristiana vissuta quotidianamente in tutti i piccoli e grandi momenti, dentro la famiglia e dentro la chiesa locale e universale; e anche qui entra la supplenza della famiglia laddove c'è una deficienza ( purtroppo capita anche questo !) dell' istituzione ecclesiastica, la parrocchia, l'oratorio, la scuola di catechismo, la scuola di religione, ecc. Il Santo Padre nel messaggio annuale per la pace che, come tutti gli anni, anche quest' anno indirizzerà, il 1 Gennaio, ai cattolici e agli uomini di buona volontà di tutto il mondo, specifica, proprio nell' ambito dell' educazione, il compito della famiglia nell' educazione alla pace.
In una sana vita familiare, dice il Papa, si fa esperienza di alcune componenti fondamentali della pace:la giustizia e l'amore tra fratelli e sorelle, la dell'autorità espressa dai genitori, il servizio amorevole ai membri più deboli perchè piccoli o malati o anziani, l'aiuto vicendevole nelle necessità della vita, la disponibilità ad accogliere l'altroe, se necessario a perdonarlo. Per questo la famiglia è la prima insostituibile educatrice alla pace. Non meraviglia quindi che la violenza, se perpetrata in famigia, sia percepita come particolarmente intollerabile.Pertanto, quando si afferma che la famiglia è < la prima e vitale cellula della società>, si dice qualcosa di essenziale.La famiglia è fondamento della società anche per questo : perchè permette di fare determinanti esperienze di pace. Il lessico familiare è un lessico di pace; li è necessario sempre per non perdere l'uso del vocabolario della pace. Nell'inflazione dei linguaggi, la società non può perdere il riferimento a quella <grammatica> che ogni bimbo apprende dai gesti e dagli sguardi della mamma e del papà prima ancora che dalle loro parole. Cari fratelli e care sorelle, riflettiamo su queste verità e raccogliamo i frutti di questa riflessella preghiera:
Ti preghiamo, o Padre, per le nostre famiglie e per tutte le famiglie cristiane del mondo , afinchè diventino il luogo dove il tuo progetto di bene per le persone e l'intera umanità viene riconosciuto e attuato. Così sia!
S.E. Mons. Raffaele Farina Cardinale di S.R.C. Parrocchia di Buonalbergonica 30 Dicembre 2007 Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe
December 16 Natale - La Festa della Teofania.
Pace e gioia a tutti gli amici, ed i fratelli in rete, afffichè Gesù Bambino, apra i nostri cuori induriti e sofferenti, e riaccenda la fiamma della Fede della Speranza e della Carità che è riposta certamente in noi. November 19 Viaggio a Zaragoza
La celebrazione delle Sante Messe, dell’ Ufficio, e dei tanti Rosari, hanno accompagnato il momento conclusivo, quando Diego, appena di quattro mesi, preso in braccio da uno dei chierichetti che presiedono, in maniera stabile, l’altare della Madonna, è stato condotto vicino alla Vergine del Pilar, per baciare il mantello. Le lacrime, a fiume scorrevano dai nostri occhi. Difatti il bacio della Santa Vergine, è riservato, ed anche l’accesso al suo altare, solo ai bambini che ancora non hanno fatto la prima comunione. Non meno emozionante il rinnovo della nostra consacrazione alla Santa Vergine, a conclusione del pellegrinaggio. Un grazie anche alla guida Spagnola, Roberto, che nella mattinata del 16 Novembre 2007, ci ha illustrato in maniera esemplare, le opere d’arte della basilica del Pilar, nella Cattedrale, e nel Castello Aragonese. PS: Ah le foto, le pubblicherò in settimana, non appena riuscirò a reperirle, anche perché pur avendo portato la macchina fotografica, preso dal fascino del pilar, ho scattato solo cinque o sei foto. Ringraziamo il Signore, per quanto ci ha concesso di vivere. Pace gioia.
November 10 Come deve essere il CristianoC'è un documento, intitolato 'A Diogneto', scritto nel II secolo d.C. che così descrive lo stile dei primi cristiani, nostri 'fratelli nella fede': "A dirla in breve, come è l'anima nel corpo, così nel mondo sono i cristiani. L'anima è diffusa in tutte le parti del corpo, e i cristiani nelle città della terra. L'anima abita nel corpo, ma non è del corpo: i cristiani abitano nel mondo, ma non sono del mondo... I cristiani né per regione, né per voce, né per costumi sono da distinguere dagli altri uomini. Infatti non abitano città proprie, né usano un gergo che si differenzia, né conducono un genere di vita speciale. Vivendo in città greche o barbare, come a ciascuno è capitato, e adeguandosi ai costumi del luogo nel vestito, nel cibo e nel resto, testimoniano un metodo di vita sociale mirabile e indubbiamente paradossale. Vivono nella loro patria, ma come forestieri. Partecipano a tutto come cittadini e da tutto sono distaccati, come stranieri. Ogni patria straniera è patria loro, e ogni patria è straniera. Si sposano come tutti e generano figli, ma non gettano i neonati. Mettono in comune la mensa, ma non il letto. Obbediscono alle leggi stabilite e con la loro vita superano le leggi. Amano tutti e da tutti vengono perseguitati. Non sono conosciuti e vengono condannati. Sono uccisi e riprendono a vivere. Sono poveri e fanno ricchi molti. Mancano | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||