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PACE E GIOIA FRATELLO

da chi andremo Signore, solo tu hai parole di vita eterna

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carlos sorrentino

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Diacono permanente nella diocesi di Benevento, incardinato nella Parrocchia SS. Salvatore, in Pesco Sannita
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Da questo sappiamo d'averlo conosciuto: se osserviamo i suoi comandamenti . Chi dice : " Lo conosco " e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo e la verità non è in lui;  ma chi osserva la sua parola, in lui l'amore di Dio è veramente perfetto. Da questo conosciamo di essere in lui. Chi dice di dimorare in cristo, deve comportarsi come lui si è comportato.  (1Gv. 2,3-6)

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June 19

L'umiltà e Sant' Antonio da Padova

 

Tra le tante virtù che costituiscono la struttura dell'edificio spirituale, sant'Antonio si sofferma francescanamente su quattro che rivelano la sua spiritualità: l'umiltà, l'obbedienza, la povertà e la carità.

Alla base della sua ascesi, il santo pone l'umiltà, radice e madre di tutte le virtù. L’umiltà è diventata il suo proprio "io", l'essenza del suo modo di pensare e di agire, come risulta chiaramente dai Sermones antoniani.

Essa è la conseguenza della riflessione sull'abiezione e sulla nullità della natura umana.

Considerando le conseguenze fisiologiche della nutrizione e della digestione del corpo umano il quale è costretto alla defecazione, sant'Antonio afferma che, di fronte a una tale bassezza, ogni uomo deve umiliarsi profondamente. Perfino il concepimento e la nascita sono, per Antonio, un motivo per deporre qualsiasi sentimento di superbia.

L'umiltà fa conoscere all'uomo se stesso e Dio. Come il fuoco riduce in cenere e abbassa le cose alte, così l'umiltà costringe il superbo a piegarsi e a umiliarsi, ripetendo le parole del Genesi: "Polvere tu sei e in polvere tornerai" (3,19). Il vero umile si ritiene un verme, un figlio di verme e putredine. Il disprezzo di sé (contemptus sui) è la principale virtù dell'uomo giusto, con la quale egli, verme della terra, si contrae e si allunga per raggiungere i beni celesti. La superbia è il più grave peccato davanti a Dio e l'umiltà è la più nobile delle virtù. Essa sostiene con modestia le cose ignobili e disoneste ed è aiutata dalla grazia divina.

L'umiltà è paragonata a un fiore, poiché come un fiore essa ha la bellezza del colore, la soavità del profumo e la speranza del frutto. "Quando vedo un fiore - osserva sant'Antonio - spero nel frutto; così quando vedo un umile, io spero nella sua beatitudine celeste".

Il santo pone nel cuore la sede della virtù dell'umiltà. Come il cuore regola la vita del corpo, così l'umiltà presiede alla vita dell'anima Come il cuore è il primo organo a vivere e l'ultimo a cessare di esistere, così la virtù dell'umiltà muore insieme con lui. Se il muscolo cardiaco non può sopportare né un dolore né una grave malattia per non compromettere la vita degli altri organi, la virtù dell'umiltà non può né lamentarsi delle offese ricevute né crucciarsi per l'altrui benessere, perché, se essa vien meno, va in rovina l'edificio delle altre virtù.

Frate Antonio distingue dieci gradi di umiltà, che sintetizzano tutto il cammino della perfezione.

    1. L’umiltà esige che l'uomo tenga presente l'umile origine del suo corpo,
    2. la sua gestazione nel grembo materno,
    3. la sua inornata nascita,
    4. il suo travaglioso pellegrinaggio terreno,
    5. le sue debolezze
    6. e abbia davanti a sé il pensiero della morte, "più amara di ogni amarezza".
    7. L’umiltà, inoltre, sollecita l'uomo a entrare nel mistero del Cristo umile
    8. che si è fatto suo servo e redentore,
    9. testimone dell'amore spinto fino alla follia.
    10. L’avanzamento dell'uomo sul cammino della perfezione è proporzionato al suo abbassamento, poiché ogni uomo che si innalza sarà abbassato e chi si umilia sarà innalzato.

Attraverso questi dieci gradi egli, cosciente della sua infermità e della sua povertà, entra per grazia di Dio nella vita spirituale, si libera dalle cose pericolose che lo appesantiscono, contempla più chiaramente la sua natura autentica come persona e nelle profondità più intime della sua anima scopre Dio presente. L’umiltà muove il santo perché discenda, affinché ascenda poi più in alto e Dio cresca in lui.

Non c'è pagina dei Sermones che tradisca, non dico un principio di vanagloria, incompatibile con la santità, ma neppure che riveli la coscienza del suo reale valore, il che potrebbe anche conciliarsi con l'umiltà. Viva è in Antonio la preoccupazione di farsi "piccolo", di mettere in ombra i suoi pregi e in luce i suoi difetti, per premunirsi contro ogni assalto della superbia.

"Tu, cenere e polvere, insuperbirti di che? Della santità della vita? Ma è lo spirito che santifica; non il tuo, quello di Dio. Ti infonde forse piacere la lode che il popolo riserva ai tuoi discorsi? Ma è il Signore che dà il dono dell'eloquenza e della sapienza. Che cos'è la tua lingua, se non una penna in mano di uno scrivano?". "Se un adulatore ti dice: "Sei esperto e sai molte cose", è come se ti dicesse: "Sei un indemoniato" (i greci dicono daimonion un profondo conoscitore delle cose). Tu devi rispondergli con il Cristo: "Non sono indemoniato", perché da me stesso non so niente e nulla di buono è in me; glorifico il mio Dio, attribuisco a lui ogni cosa e gli rendo gloria. Egli è il principio di ogni sapienza e di ogni scienza".

Naturalmente l'uomo presta la sua cooperazione alla divina bontà. Di questa è impossibile non avere coscienza. Tuttavia nel valutare i suoi meriti personali il santo procede con cautela. Li disistima più che esagerarne l'importanza. Soprattutto non divide mai gli aspetti positivi della vita dai negativi. L’uomo virtuoso "insieme con le belle cose che opera, ritiene per sua umiliazione i difetti. E non saperli vincere, nonostante la loro piccolezza, è per lui un monito continuo a vivere nell'umiltà".

Il patrimonio di virtù, che frate Antonio mirava di continuo ad accrescere, si univa a una profonda sapienza. I Sermones dimostrano splendidamente l'eccezionale cultura di frate Antonio di Padova.

Dai suoi scritti, se non emergono le rare qualità del genio, risultano queste specialissime doti:

  • una mente speculativa,
  • una forte memoria,
  • un'operosa immaginazione,
  • un'acuta capacità di osservazione,
  • una delicata sensibilità
  • e un'indomita volontà di apprendimento. Il primo biografo di sant'Antonio non mancò di mettere in rilievo queste singolari prerogative del giovane francescano di Padova.
Il santo non si considera qualcosa né assume l'atteggiamento dell'erudito. Anzi, egli si professa seguace dei più illustri maestri. Nel campo della sapienza frate Antonio si paragona a Ruth spigolatrice. Egli verrà dietro ai "grandi" cercando di raccogliere le briciole del loro insegnamento. Parlando della sua scienza, all'inizio dei Sermones, e consapevole della propria pochezza, la definisce con quattro parole, che sono ciascuna un atto di umiltà: rivoletto di una piccola scienza poverella. E non si tratta di frasi di complimento davanti al grave compito che intraprendeva con timore e senso di discrezione, perché a opera ultimata egli si considera il più insignificante dei frati. Invita i confratelli lettori ad attribuire ogni lode e onore a Cristo per quanto di edificante ha scritto e alla sua ignoranza i difetti riscontrati nella sua opera e affida ai superiori dell'Ordine il compito di rivedere, correggere e precisare le sue pagine.

April 22

Molte volte l' aiuto ai fratelli in stato di necessità, maschera nostri problemi, o fini diversi, in tal senso è opportuno rileggere San Paolo.

Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna. 2 E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla. 3 E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova. 4 La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, 5 non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, 6 non gode dell`ingiustizia, ma si compiace della verità. 7 Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. 8 La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno; il dono delle lingue cesserà e la scienza svanirà. 9 La nostra conoscenza è imperfetta e imperfetta la nostra profezia. 10 Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà. 11 Quand`ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Ma, divenuto uomo, ciò che era da bambino l`ho abbandonato. 12 Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a faccia. Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch`io sono conosciuto. 13 Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carità; ma di tutte più grande è la carità

ICorinzi 13,1-13;

April 20

Pellegrinaggio a Santiago de Compostela

 
19 - 22 Giugno 2009, pellerinaggio annuale alla tomba di San Giacomo Apostolo. Come ogni anno al gruppo base di giovani, si aggiungono nuovi ragazzi ed uomini, che vogliono  vivere un esperienza forte di preghiera. Come sempre raggiungeremo Santiago de Compostela, in aereo, per ovvi motivi di tempo, accompagnati da don Luigi Verzaro, e forse anzi quasi certamente da nostro rev. parroco Don Massimo. La vera novità  è che quest' anno percoreremo un pezzo del cammino a piedi, come esperienza di silenzio e preghiera. Pace e gioia a tutti. Le prennotazioni sono aperte.
April 18

LA GRANDEZZA DI MARIA, LA MISERIA DELL' UOMO

     " L' uomo peccatore, o Maria, non sa che il peccato è nulla, ed egli commettendo il peccato, si riduce al nulla. Tu dunque che sei grande , di una grandezza incommensurabile, rendi me e tutti i peccatori partecipi della Tua grandezza , affinchè siamo grandi al cospetto di Dio per la grandezza della sua grazia. E mai più, o Maria il diavolo possegga le nostre anime, ma esse siano sempre dominio di Colui che per assoluta potestà è il vero Signore e Dio". (25)
" Poichè tu sei madre di Dio , dell' Unigenito di Dio, che è vita beata, vita eterna, vita infinita e vita nostra immensa, del quale sei stata costituita Genitrice di Dio, sei divenuta anche vita nostra per mediazione . Dunque, o Madre che dai la vita , madre della vita vera ed eterna , come ringraziarti? Eva , l'autrice del peccato , fu madre della nostra morte . Tu essendo autrice del riscatto e madre della divina grazia, ben a ragione  quando ti invochiamo , sei cosiderata madre di nostra vita" (110)
( Il Mistero dell' Immacolata San Francesco Antonio Fasani nel filo d' oro della tradizione francescana - PADRE ANTONIO DI MONDA  Lucera 2000.
March 17

L'oroscopo, che bello !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!uhhhhhhhhhhh..

Sempre più impazzano, sui giornali, radio Tv, e sopratutto in internet, gli oroscopi e quanto di più.  Non si esce da casa senza aver consultato il proprio, ed aver preso visione delle mitiche ed dir poco  "apocalittiche", previsioni metereologiche, e magari  se è in arrivo oggi il  "diluvio universale 2".  Dimenticando quanto stà scritto nel libro del del Levitico, sulla Bibbia: “Non vi rivolgete agli spiriti, ne agl’indovini; non li consultate, per non contaminarvi per mezzo loro. Io sono l’Eterno, l’Iddio vostro “(5). E ancora: “…se qualche persona si volge agli spiriti e agli indovini per prostituirsi dietro a loro, io volgerò la mia faccia contro quella persona:::”(6).
Anche nel libro del Deuteronomio troviamo indicazioni simili: “…non imparerai ad imitare le abominazioni delle nazioni che sono quivi. Non si trovi in mezzo a te chi…eserciti la divinazione, né pronosticatore, né augure, né mago, né incantatore, né chi consulti gli spiriti, né chi dica la buona fortuna, né negromante; perché chiunque fa queste cose è in abominio all’Eterno”(7).
Fu proprio a causa di queste pratiche, alla cui attrazione il popolo di Israele non sempre seppe resistere, che Dio punì i suoi figli: “…si applicarono alla divinazione e agli incantesimi, e si dettero a fare ciò ch’è male agli occhi dell’Eterno…Perciò l’Eterno si adirò fortemente contro Israele, e lo allontanò dalla sua presenza”(8).

Cogliamo l'occasione di questa Santa Quarsima, per spegnere la TV ed ogni altra "fiamma", soprattutto dal nostro cuore, e far spazio a Dio. Pace e gioia fratelli.


 

July 18

Graticole di San Lorenzo, ottime occasioni, svendite ancora per un mese

Camminate dunque nel Signore Gesù Cristo, come l'avete ricevuto, ben radicati e fondati in lui, saldi nella fede come vi è stato insegnato, abbondando nell'azione di grazie. Badate che nessuno vi inganni con la sua filosofia e con vuoti raggiri ispirati alla tradizione umana, secondo gli elementi del mondo e non secondo Cristo. (Colossesi (CEI) 2)

radigiglia

Con l'arrivo dell' estate  si moltipicano le occasioni di peccato e di trasgressione, e gli inquilini del piano di sotto, per accogliere le innumerevoli richieste, si danno un gran da fare, e da "buoni imprenditori ", "svendono graticole,per tutti i vizi ...",  a prezzi stracciati, appena la "  vita eterna.....".     Stiamo attenti, il fuoco scotta, e come sempre le proposte sono allettanti, e nascondono dei risvolti spiacevoli. C' è da stare in campana,  lui  è un maestro dell'  illussione e sopratutto dell' inganno con la " I" maiuscola. Pace e gioia fratelli. !!!!!!!!!!!

July 08

E la Spagna va alla deriva....

.................."Tutt'altro che fulmini a ciel sereno, le proposte uscite dal congresso del Psoe si inseriscono nel contesto di un Paese che ha già compiuto passi significativi nella direzione di una laicizzazione dello Stato: il riconoscimento dei matrimoni omosessuali, lo snellimento delle pratiche per il divorzio, l'impulso alla ricerca biomedica, gli uffici pubblici per lo "sbattezzo" sono i provvedimenti più significativi già adottati dai cugini iberici, che hanno segnato l'avvio dei rapporti burrascosi tra governo e Conferenza episcopale spagnola. ................................................"
Tratto da "  http://notizie.alice.it/esteri/zapatero_spagna_laica.html?pmk=hpppstr1_2"
 
" CREDERE IN DIO NON E' UN DOVERE: E' UN DONO , UNA GRAZIA. NON CREDERE IN DIO NON E' UNA COLPA: FORSE, E' SOLO UNA DISGRAZIA."
Walter Schubart
 
La notizia, è certamente inquietante, e mi sembra di rileggere il libro di Robert  Benson," il Padrone del Mondo". Io credo che, l'unico modo di combattere questo "male" dilagante, sia la preghiera  e la penitenza. Costruiamo una catena di preghiera,  affinchè la Spagna, ritrovi le sue origini, e la vera via della verità, che è solo CRISTO GESU'. Certo che le frasi riportate, sono inquietanti, e ci fanno capire forse, dove va l'europa dimenticando, e rinnegando le sue origini Cristiane. Affidiamo le nostre famiglie, a Maria Regina delle Vittorie, e preghiamo anche per il Santo Padre, Vicario di Cristo, sulla terra. Pace e Gioia Fratelli.
 
san_michele_arcangelo_immagine_miracolosa
June 27

La messa domenicale, precetto della Chiesa.

Molto spesso incontro amici, che ignorano che il non partecipare alla Messa domenicale e festiva, costituisce materia grave, ed considerato peccato mortale. Ma  quanti battezzati  cattolici, ricordano i precetti della Santa Chiesa e li osservano?  Mi è sembrato  opportuno riaffermali in questo spazio. Ma sopratutto, mi auguro che dai pulpiti  delle chiese vengano richiamati senza timore .

Dei precetti della Chiesa in generale. 469. Oltre i comandamenti di Dio, che altro dobbiamo noi osservare? Oltre i comandamenti di Dio noi dobbiamo osservare i precetti della Chiesa.470. Siamo noi obbligati ad obbedire alla Chiesa? Senza dubbio siamo obbligati ad obbedire alla Chiesa, perché Gesù Cristo medesimo lo comanda, e perché i precetti della Chiesa aiutano ad osservare i comandamenti di Dio.471. Quando comincia l'obbligo di osservare i precetti della Chiesa?L'obbligo di osservare i precetti della Chiesa generalmente incomincia dall'uso di ragione.

472. È peccato trasgredire un precetto della Chiesa? Il trasgredire avvertitamente un precetto della Chiesa in materia grave è peccato mortale.

473. Chi può dispensare da un precetto della Chiesa? Da un precetto della Chiesa può dispensare solamente il Papa, e chi da lui ne ha ricevute le facoltà.474. Quanti e quali sono i precetti della Chiesa? [1]I precetti della Chiesa sono cinque:

  1. Udir la Messa tutte le domeniche e le altre feste comandate.
  2. Digiunare la Quaresima, le quattro tempora e le vigilie comandate; non mangiar carne nei giorni proibiti.
  3. Confessarsi almeno una volta l'anno, e comunicarsi alla Pasqua di Risurrezione, ciascuno alla propria parrocchia.
  4. Pagare le decime dovute alla Chiesa, secondo le usanze.
  5. Non celebrare le nozze ne' tempi vietati, cioè dalla prima domenica dell'Avvento fino all' Epifania, e dal primo giorno di Quaresima fino all'ottava di Pasqua.

Anno Santo Compostellano-«Cantate Domino canticum novum, laus eius in Ecclesia Sanctorum» (Ps. 149, 1).

porta santa
SETTECENTO GIORNI CIRCA, ALL' APERTURA DELLA PORTA SANTA E ALL' AVVIO DELL' ANNO COMPOSTELLANO.
SIAMO PRONTI AD ACCOGLIERE  QUEST' ANNO DI GRAZIA. Nel 2010, come in tutti gli anni in cui il 25 luglio, festa di San Giacomo, cade di domenica, si celebra un “Anno Santo Compostellano”. Si rinnova in tal modo una tradizione che porterà a Santiago de Compostela milioni di pellegrini tra i quali se ne prevedono oltre 200.000 a piedi, lungo le antiche strade.

 

June 13

13 Giugno di Sant' Antonio da Padova

La predica è efficace quando parlano le opere

Dai «Discorsi» di sant'Antonio di Padova, sacerdote (I, 226)

 

Chi è pieno di Spirito Santo parla in diverse lingue. Le diverse lingue sono le varie testimonianze su Cristo: così parliamo agli altri di umiltà, di povertà, di pazienza e obbedienza, quando le mostriamo presenti in noi stessi. La predica è efficace, ha una sua eloquenza, quando parlano le opere. Cessino,

ve ne prego, le parole, parlino le opere. Purtroppo siamo ricchi di parole e vuoti di opere, e così siamo maledetti dal Signore, perché egli maledì il fico, in cui non trovò frutto, ma solo foglie. «Una legge, dice Gregorio, si imponga al predicatore: metta in atto ciò che predica». Inutilmente vanta la conoscenza della legge colui che con le opere distrugge la sua dottrina.

Gli apostoli «cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito Santo dava loro il potere di esprimersi» (At 2, 4). Beato dunque chi parla secondo il dettame di questo Spirito e non secondo l'inclinazione del suo animo. Vi sono infatti alcuni che parlano secondo il loro spirito, rubano le parole degli altri e le propalano come proprie. Di costoro e dei loro simili il Signore dice a Geremia: «Perciò, eccomi contro i profeti, oracolo del Signore, che muovono la lingua per dare oracoli. Eccomi contro i profeti di sogni menzogneri, dice il Signore, che li raccontano e traviano il mio popolo con menzogne e millanterie. Io non li ho inviati né ho dato alcun ordine. Essi non gioveranno affatto a questo popolo. Parola del Signore» (Ger 23, 30-32). Parliamo quindi secondo quanto ci è dato dallo Spirito Santo, e supplichiamo umilmente che ci infonda la sua grazia per

realizzare di nuovo il giorno di Pentecoste nella perfezione dei cinque sensi e nell'osservanza del decalogo. Preghiamolo che ci ricolmi di un potente spirito di contrizione e che accenda .

in noi le lingue di fuoco per la professione della fede, perché, ardenti e illuminati negli splendori dei santi, meritiamo di vedere Dio uno e trino.

 Oggi, un ricordo particolare al caro Padre Antonio Di Monda, che ci assista dal cielo. Alleluia.

 req[1]

 

June 02

Sant' Antonio da Padova

Foto senza titolo<.... Sto per lasciare il mio corpo, quello che frate Francesco chiamava l' asino; mi ha condotto per quasi quarat'anni e portato fin qui.Scendo da questa cavalcatura per salire sulle braccia di Dio. E' da tanto che ho capito esattamente cosa intendeva l' apostolo Paolo quando diceva di non veder l'ora di ricongiungersi col suo Signore. Si, ci sarebbe ancora molto da fare, e l'opera per cui mi sono ritirato tra i grandi rami di questo noce non è completa. Ma  non mi interessa altro che la volontà di Dio il quale tesse continuamente un arazzo di cui gli uomini vedono solo il retro confuso, aggrovigliato ed incoerente .Il mio compito è terminato, altri continueranno . Nessuno è essenziale, e anch'io non sono altro che un servo inutile.Ed è proprio per combattere di essere stato io l'autore delle cose buone che ho fatto- tante, troppe per un uomo solo, è già questo dovrebbe bastare a indurmi in sospetto- che ho deciso di ricapitolare qui adesso la mia vita.....>
 
< Tu, maledetto, allontanati da me; sei venuto per l' ultima battaglia perchè sai che, come me e su di me, anche tu hai poco tempo. Ti ho già sconfitto altre volte riparandomi dietro la Croce del mio Signore, e anche adesso ti stò gridando  Ecce Crucem Domini, fugite  partes adversae! >
Tratto da : Io è il diavolo - Sant' Antonio da Padova racconta la sua vita. Rino Camilleri - Mondadori ! Aprile 2002.
March 25

La nostra Pasqua, la vittoria definitiva di Criso sul male.

Andrea BordonePoi vidi un cielo nuovo e una terra nuova. Infatti, il cielo e la terra di prima erano scomparsi; neppure il mare c' era più.2 E vidi la Città santa, la nuova Gerusalemme, discendere dal cielo da presso Dio, preparata come una sposa adorna per il suo sposo.3 E udii dal trono una voce possente che disse: «Ecco la dimora di Dio con gli uomini e dimorerà con loro ed essi saranno suo popolo ed egli sarà il "Dio-con-loro".4 E asciugherà ogni lacrima dai loro occhi; non vi sarà più morte né lutto e grida e dolore. Sì, le cose di prima sono passate».5 E Colui che sedeva sul trono disse: «Ecco: faccio nuove tutte le cose». E aggiunse: «Scrivi: fedeli e veraci sono queste parole».6 E ancora: «È compiuto! Io sono l' Alfa e l' Omega, il Principio e la Fine. A colui che ha sete darò da bere dalla sorgente dell' acqua viva, gratuitamente. (Apocalisse (BEP) 21).

February 16

Ascoltare, e discernere

A tutti i fratelli, che si preparano ad un cammino di fede, e leggono le favolette di un noto romanziere brasiliano, 
ammirando e gustando la teologia del diavolo. Non a caso ne pubblicano, sui loro siti le " poesie" , e si compiacciono di ciò che fanno, pensado di apparire poeti,e forse forse anche dei profeti.
Preghiamo tutti, affinchè lo Spirito santo, li illumini, e si ravvedano, ad occupare il tempo prezioso, in letture sane ed edificanti, e non  nel leggere queste false dottrine, del "nuovo pensiero", ma vecchio nei contenuti e nelle idee.
Perchè solo Cristo è la via, la verità e la vita.
 
 
.............." Ascoltare non alla leggera la lingua della  teologia, ma sforzarsi in ogni parola e in ogni sillaba di scoprire il significato nascosto, non è di persone restie alla pietà , ma di persone che percepiscono lo scopo della nostra vocazione : a noi è proposto di rassomigliare a Dio, er quanto sia possibile alla natura  dell' uomo.
Ma la somiglianza  non esiste senza la conoscenza e la conoscenza dipende dagli insegnamenti.
Principio dell' insegnamento è la parola . Ma parti del discorso sono sillabe e parole. Di conseguenza, non è fuor di proposito l'analisi delle sillabe.
Questioni insignificanti, all ' apparenza, ma non per questo trascurabili.Anzi , proprio perchè la verità è difficile da cacciare , dobbiamo farlr l posta da ogni parte.
Se infatti alla pari delle arti l'acquisizione della pietà  cresce a piccoli passi, nulla deve essere trascurato da coloro che sono introdotti alla sua conoscenza. Così se qualcuno disprezzasse come insignificanti le prime lettere dell' alfabeto non potrebbe mai raggiungtere la perfezione della sapienza.
<Si> e < no> sono due sillabe , ma spesso il migliore  dei beni , la verità e la menzogna, estremo limite della malizia, sono racchiuse in queste brevi parole.
E perchè dico queste cose ?  Già qualcuno dei martiri di Cristo, per aver anche solo annuito con la testa fu ritenuto  pienamente adempiente al debito della pietà . Se è così, quale espressione teologica è così breve da non avere un peso determinante o pro o contra ?
Se non passeranno nè uno iota  nè un punto della Legge, come potrebbe essere sicuro per noi trascurare le minime espressioni ?...... da  San Basilio di Cesarea -Lo Spirito Santo 3-4  pagg.87-88
February 04

E' ufficiale le suore resteranno a Pesco Sannita. Alleluia !!!!!!!!!!!!!!!!

Finalmente. E' ufficiale le Suore Salesiane, resteranno nella nostra comunità. In tal senso per lodare Dio e San Giovanni Bosco, la nostra parrochia, con l'insostituibile guida del  Parroco,  Don Nicola Gagliarde, ha  organizzato una novena, di preghiera . La celebrazione  conclusiva, è stata presieduta da S.E. Mons. Francesco Zerrillo Vescovo Emerito di Lucera-Troia. Forte la partecipazione del popolo Pescolano, ed in particolare dei tanti ragazzi e bambini dell' oratorio. Un grazie ancora alle nostre infaticabili ed insotituibili suore. Grazie Grazie Grazie.E' Festa grande: le suore resterannoMons.Francesco Zerrillo Vescovo Emerito di Lucera-troia
January 07

Padre Antonio Di Monda- I Anniversario della morte

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Si è svolto, con la partecipazione commossa, di tanti amici e conoscenti  la Celebrazione del
I Anniversario della morte
Padre Antonio Di Monda
la S. Messa  è stata Celebrata ore 18.30
dell' 11 Gennaio 2008
nella suo Convento "Chiesa di San Francesco" in Piazza Dogana - Benevento
 
Lo ricordiamo, con immutato affetto, predicatore instancabile, amico di tutti, vero francescano, di un umiltà impareggiabile. Ha portato conforto, speranza, e sollievo ovunque egli sia entrato. 
Tratto dal diario degli ultimi giorni di : Padre Antonio di Monda:
 " Grazie  Signore perché mi hai concesso
di lavorare nella tua vigna per moltissimi anni.
Che io, in ogni istante, magnifichi e glorifichi
Te solo che, munifico Signore e datore di ogni
dono, rischiari, ricopri e perdoni l'infinita
miseria del mio povero niente.
Mamma celeste ripongo ogni mia speranza
nel tuo cuore Immacolato.
Gesù, Maria, Giuseppe, portatemi in Cielo!
December 31

Omelia: La Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe . 29 Dicembre 2007 Buonalbergo- S.E. Mons. Raffaele Farina

S.E. Il Cardinale Raffaele Farina..S.E. Il Cardinale Raffaele Farina con Mons. Antonio Raviele, Don Luigi Verzaro ed il diacono don Carlos- Don Antonio...... La liturgia di quest' oggi è quella della domenica successiva al Natale  e si celebra la festa della " Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe": continua così la nostra riflessione sul mistero e la causa dell' incarnazione, della nascita di Gesù in  mezzo agli uomini, sul mistero che è l' amore di Dio per noi.
Giuseppe e Maria ben rappresentano l'atteggiamento quotidiano del cristiano: entrambi cercano con impegno incesante Gesù, fino a trovarlo. Gesù è il centro e il motivo dell' unità familiare.Prima di are inizio alla liturgia Eucaristica , rivolgiamo il pensiero a Gesù nostro Signore, che il protagonista di essa.
" Signore Gesù, crea in noi il silenzio per ascoltare la yua voce nelle letture della scrittura e fa che la tua parola ci purifichi profondamente, così che degnamente e nell'  amore possiamo unirci nella memoria nel sacramento ce rinnova la tua passione e morte, e ricevere òl' Eucarestia, il tuo corpo e il tuo sangue, pegno di risurezione e vita eterna".
Con questi sentimenti poniamoci ora alla presenza di Dio e chiediamo a Lui umilmente perdono dei nostri peccati, sopratutto quelli contro la carità.
........Omeila
Cari fratelli e sorelle!
                               Le letture che abbiamo ascoltato ci toccano profondamente sopratutto per due motivi : per la loro semplicità e per la loro autorità. Sono parole sagge, rivolte a tutti quanti siamo qui presenti (e anche agi assenti), uomini e donne, anziani e giovani, adulti e bambini sati e non sposati , poichè tutti facciamo parte della famiglia, di una famiglia.
Sono parole semplici e sagge quelle che abbiamo ascoltato , ma ci toccano profondamente , perchè ci sono rivolte da Dio  nostro Padre e ci sono ripetute da Gesù Suo Figlio e dalla Chiesa e da tutta la di venti secoli di cristianesimo.
Vorrei condividere con voi alcume riflessioni riguardanti il tema della famiglia , così come le letture della Scrittura  c'invitano a fare. Vorrei parlarvi della Santa Famiglia come di un modello della Famiglia normale di cristiani come lo siamo noi e della missione che tale modello ci viene in qualche maniera affidata.
1. Il Vangelo di Matteo in generale ci presenta la Santa Famiglia come una famiglia speciale, con la nascita straordinaria di Gesù da una vergine, Maria , e altri segnali, miracolosi  o perlomeno straordinari  che ne fanno una famiglia speciale; e tuttavia lo svolgimento della sua vita quotidiana, dal testo che abbiamo ascoltato, è del tutto normale, come quella di tante altre famiglie del contesto in cui viveva. Al di là della poesia del Natale, essa ci appare subito come una famigia profuga per la violenza subita da un tiranno e per sfuggire a una strage .Dio incarnandosi ha provato subito sulla propria pelle il mestiere difficile di essere uomo.

E tuttavia la famiglia di Nazaret appare come una famiglia, come si suol dire, “ sveglia”, cosciente,responsabile e “snella” nell’ affrontare i pericoli e risolvere i problemi. I  Genitori, Giuuseppe e Maria, sono protagonisti e responsabili di sé e della propria missione : è questo nel testo ascoltato viene sottolineato come primo valore umano.

Perciò guardando alla famiglia  di Nazaret, non abbiamo di fronte una astrattezza, ma un modello concreto cui attingere una lezione “ più da testimoni che da maestri” . ( Paolo VI).

Le due letture, prese dal libro del Siracide e dalla Lettera di san Paolo ai Colossesi, ci aiutano a completare il quadro e il contesto mancante del tutto dai testi dei quattro Vangeli, per quel che riguarda i trent’anni della vita di Gesù da lui vissuti in famiglia. Sono testi, come vi dicevo, che trasudano normalità e saggezza.

            La prima lettura richiama la cura degli anziani . L’altra lettura invece, più ampiamente, richiama  la reciproca responsabilità tra i coniugi , per il vincolo dell’ amore e del perdono  (“ al disopra di tutto vi sia la carità  che è il vincolo della perfezione”), e per la finezza educativa nei confronti  dei figli(“Padri, non inasprite  i vostri figli”). Si tratta di “ rivestirsi dei sentimenti di misericordia , di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza, sopportandovi a vicenda e perdonandovi scambievolmente “. Valori umani di responsabilità e di amore che hanno il riferimento, anzi la sorgente, in Dio :” Come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi”.Mai, come nel vangelo di oggi, infine, si trova un uomo “obbediente” a Dio come Giuseppe, qui mosso dall’ angelo di Dio, quale interprete docile del disegno di Dio.” Alzati , gli dice,….fuggi….resta là…..ritorna….” , E Giuseppe, senza dire una parola, esegue tutto, sentendo che nella sua obbedienza si attua un progetto divino del quale lui volentieri diviene strumento.

2. La famiglia, che abbiamo definito normale, deve sopravvivere, ha come compito primario quello di conservarsi e moltiplicarsi; conservarsi fisicamte, spiritualmente....Parliamo ddella missione inerente la natura stessa della famiglia.

Una famiglia che conduce una vita normalmente umana e cristiana non solo promuove se stessa, ma ha come effetto benefico la promozione della collettività umana, nel senso più positivo del termine, e la ll' ambiente e del contesto dove essa risiede e si muove.

Mi riferisco soprattutto a un ambito privilegiato di tale benefica promozione che la famiglia ha nei riguardi della società e dell' ambiente naturale in cui vive:quello dell' educazione , intendendo questo ambito in un triplice senso.E cioè:prima di tutto l'educazione come formazione umana lnel senso più pieno (e vedo qui un compito primario della famiglia rispetto a quello dela scuola), e poi quello dell' istruzione , con il compito della supplenza laddove la scuola viene meno o fallisce miseramente, come talvolta capita; ma ancomportante vedo a fede, intendendo prima di tutto la vitacristiana vissuta quotidianamente in tutti i piccoli e grandi momenti, dentro la famiglia e dentro la chiesa locale e universale; e anche qui entra la supplenza della famiglia laddove c'è una deficienza ( purtroppo capita anche questo !) dell' istituzione ecclesiastica, la parrocchia, l'oratorio, la scuola di catechismo, la scuola di religione, ecc.

     Il Santo Padre nel messaggio annuale per la pace che, come tutti gli anni, anche quest' anno indirizzerà, il 1 Gennaio, ai cattolici  e  agli uomini di buona volontà di tutto il mondo, specifica, proprio nell' ambito dell' educazione, il compito della famiglia nell' educazione alla pace.

 

     In una sana vita familiare, dice il  Papa, si fa esperienza di alcune componenti fondamentali della pace:la giustizia e l'amore tra fratelli e sorelle, la  dell'autorità espressa dai genitori, il servizio amorevole ai membri più deboli perchè piccoli o malati o anziani, l'aiuto  vicendevole nelle necessità della vita, la disponibilità  ad accogliere l'altroe, se necessario a perdonarlo. Per questo la famiglia  è la prima insostituibile educatrice alla pace. Non meraviglia quindi che la violenza, se perpetrata in famigia, sia percepita come particolarmente intollerabile.Pertanto, quando si afferma che la famiglia è < la prima e vitale cellula della società>, si dice qualcosa di essenziale.La famiglia è fondamento della società anche per questo : perchè permette di fare determinanti esperienze di pace.

Il lessico familiare è un lessico di pace; li è necessario sempre per non perdere l'uso del vocabolario della pace. Nell'inflazione dei linguaggi, la società non può perdere il riferimento a quella <grammatica> che ogni bimbo  apprende dai gesti e dagli sguardi della mamma e del papà prima ancora che dalle loro parole.

Cari fratelli e care sorelle, riflettiamo su queste verità  e raccogliamo i frutti di questa riflessella preghiera:

 

          Ti preghiamo, o Padre, per le nostre famiglie e per tutte le famiglie cristiane del mondo , afinchè diventino il luogo dove il tuo progetto di bene per le persone e l'intera umanità viene riconosciuto  e attuato.

Così sia!

 

S.E. Mons. Raffaele Farina Cardinale  di S.R.C.

Parrocchia di Buonalbergonica 30 Dicembre 2007

Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe 

 

 

 

 
 
 
December 16

Natale - La Festa della Teofania.

y1pAlc8W-2jXi6me3-yg7hboHgcgmKRXdKA20beZdrEf6FeQ3byGxHuxBtlnBAEpGzHVejgNhjDHoM[1]Cristo nasce: glorificatelo!  Cristo scende dai cieli: andategli incontro! Cristo è sulla terra: levatevi verso l'alto! < Cantate al Signore, tutta la  terra>,e, per unire insieme i due concetti, < si rallegrino i cieli ed esulti la terra> a causa di colui  che è celeste e in seguito e diventato terreno.Cristo è incarnato:<esultate di terrore> e di gioia; di paura per i vostri peccati , di gioia per le vostre speranze! Cristo nasce dalla Vergine: siate vergini, o donne, per diventare madri di Cristo! Chi non adorerà colui che è dall' inizio? Chi non renderà gloria a colui che è l'ultimo ?  Di nuovo si leva la luce, di nuovo la tenebra si dissolve di nuovo l'Egitto è punito con la tenebra, di nuovo Israele è illuminato dalla colonna di luce.Il popolo < che sedeva nella tenebra>  dell' ignoranza veda la grande luce della conoscenza.< Le cose antiche sono trascorse, ecco, tutto è divenuto nuovo >La lettera viene meno, lo spirito ha il sopravvento , le ombre si dileguano , subentra la verità.Si forma Melchisedec: colui che è senza madre nasce senza padre; senza madre era prima, senza padre è nato in seguito.Le leggi della natura sono abolite . Il mondo superno deve essere compiuto. Cristo lo ordina: non opponiamoci .< Popoli tutti, battete le mani>, perchè ci è nato un  bambino, ci è stato dato un figlio, il cui potere è sulle sue spalle( e infatti egli è sollevato insieme con la sua croce) e viene chiamato <Angelo del gran consiglio>, cioè del consiglio del padre.Giovanni gridi :< preparate la via del Signore> .Io proclamerò a gran voce la forza di questa giornata : colui che è senza carne diventa carne, il Logos si fà concreto colui che è invisibile diventa visibile, colui che è intoccabile vieve toccato , colui che è fuori del tempo prende inizio, il figlio di Dio  diventa figlio dell' uomo, <Gesù Cristo, ieri e oggi, il medesimo per i secoli> .Si scandalizzino pure i Giudei, i Greci ci scherniscano , gli eretici si abbandonino alle chiacchiere . Crederenno allorché lo vedranno risalire in cielo:se poi, non crederanno neppure allora, lo faranno quando verrà dal cielo per assidersi a giudicare.Ma questo avverà poi. Quella di ora è la festa della Teofania, o della Natività: infatti, si usano entrambi i nomi poichè due nomi fanno riferimento a un unico avvenimento . Dio, infatti, si è mostrato agli uomini per mezzo della sua  Natività: da una parte egli è ed è sempre e proviene da colui che è sempre, al disopra di ogni causa e di ogni ragione ( non esisteva, infatti , ragione superiore al Logos); dall' altra parte , egli nacque poi per causa nostra, affinchè colui che ci ha dato l'esistenza ci donasse anche l'esistenza secondo virtù; o piuttosto , per ricondurci nuovamente a se  mediante l'incarnazione , dal momento che a causa del male eravamo caduti dalla nostra buona condizione . Quindi il nome Teofania si usa perché egli si è manifestato, quello della Natività perché egli è nato...............  ( tratto da San Gregorio Nazianzeno - discorso 38 per la festa della Teofania)

Pace e gioia a tutti gli amici, ed i fratelli in rete, afffichè Gesù Bambino, apra i nostri cuori induriti e sofferenti,  e riaccenda la fiamma della Fede della Speranza e della Carità   che è riposta certamente in noi.

 
November 19

Viaggio a Zaragoza

Il chirichetto, ha fatto baciare la Santa Vergine a Diego Maria Il_chirichetto1Il_chirichetto__2P1010694100_0387100_0388_editedEccoci ritornati. Certamente la visita al Santuario della “ Virgen del Pilar”, in Zaragoza ( Spagna) il 15-16-17 Novembre 2007, ha segnato un ulteriore tappa del nostro cammino spirituale, con Maria verso Cristo.  L’ingresso al maestoso Santuario, ed in particolare all’ altare della Santa Vergine, ci ha  fatto vivere, delle forti emozioni e sensazioni , tanto da farci  percepire nettamente la presenza della Santa Vergine, in quel luogo. Esso in particolare, evoca e ricorda,  la prima  “ apparizione”, "forse più giusto, sarebbe dire della  presenza, come miracolo di bilocazione  di Maria al mondo", essendo ancora presente,  in Gerusalemme, insieme agli Apostoli.  Due giorni di preghiera e silenzio, con il mio parroco don  Nicola Gagliarde, ed i Sacerdoti  don Luigi Verzaro, don Donato D’Agostino, don Carmine Gagliarde, don Aurelio Capone, nonché i carissimi amici Calderazzo Tommaso e la moglie Anna, la cognata D’ Alessadro Bianca, la  Famiglia Rullo, con Bruno, Lia, ed i figlioli Luigi, Roberta, nonché il piccolo Diego, da oggi Diego, Maria del Pilar, soprannominato, in loco “el piladero”, mia moglie Paola, ed i cari amici Filadelfio Martino, ed Angela De Palma.

La celebrazione delle Sante Messe, dell’ Ufficio, e dei tanti Rosari, hanno accompagnato il momento conclusivo, quando Diego, appena di quattro mesi, preso in braccio da uno dei chierichetti che presiedono, in maniera stabile, l’altare della Madonna,  è stato condotto  vicino alla Vergine del Pilar, per baciare il  mantello. Le lacrime, a fiume scorrevano dai nostri occhi. Difatti il bacio della Santa Vergine, è riservato, ed anche l’accesso al suo altare, solo ai bambini che ancora non hanno fatto la prima comunione. Non meno emozionante il rinnovo della  nostra consacrazione alla Santa Vergine, a conclusione del pellegrinaggio. Un grazie anche alla guida Spagnola, Roberto, che nella mattinata del 16 Novembre 2007, ci ha illustrato in maniera esemplare, le opere d’arte della basilica del Pilar, nella Cattedrale, e nel Castello Aragonese.

PS: Ah le foto, le pubblicherò in settimana, non appena riuscirò a reperirle, anche perché pur avendo portato la macchina fotografica, preso dal fascino del pilar, ho scattato solo cinque o sei foto. Ringraziamo il Signore, per quanto ci ha concesso di vivere. Pace gioia.

 

November 10

Come deve essere il Cristiano

C'è un documento, intitolato 'A Diogneto', scritto nel II secolo d.C. che così descrive lo stile dei primi cristiani, nostri 'fratelli nella fede': "A dirla in breve, come è l'anima nel corpo, così nel mondo sono i cristiani. L'anima è diffusa in tutte le parti del corpo, e i cristiani nelle città della terra. L'anima abita nel corpo, ma non è del corpo: i cristiani abitano nel mondo, ma non sono del mondo... I cristiani né per regione, né per voce, né per costumi sono da distinguere dagli altri uomini. Infatti non abitano città proprie, né usano un gergo che si differenzia, né conducono un genere di vita speciale. Vivendo in città greche o barbare, come a ciascuno è capitato, e adeguandosi ai costumi del luogo nel vestito, nel cibo e nel resto, testimoniano un metodo di vita sociale mirabile e indubbiamente paradossale. Vivono nella loro patria, ma come forestieri. Partecipano a tutto come cittadini e da tutto sono distaccati, come stranieri. Ogni patria straniera è patria loro, e ogni patria è straniera. Si sposano come tutti e generano figli, ma non gettano i neonati. Mettono in comune la mensa, ma non il letto. Obbediscono alle leggi stabilite e con la loro vita superano le leggi. Amano tutti e da tutti vengono perseguitati. Non sono conosciuti e vengono condannati. Sono uccisi e riprendono a vivere. Sono poveri e fanno ricchi molti. Mancano di tutto e di tutto abbondano. Sono disprezzati e nel disprezzo hanno gloria. Sono oltraggiati e proclamati giusti. Sono ingiuriati e benedicono. Sono maltrattati e onorano. Facendo il bene vengono puniti come malfattori. Sono combattuti e coloro che li odiano non saprebbero dire il motivo dell'odio" (c. V).

 
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Le mie preghiere della conversione e del cammino
Il rosario è un mezzo semplice per tenere presente al proprio spirito il mistero di Gesù e di Maria perchè siano luce sulla nostra vita e questa diventi sempre più conforme ad essi .La meditazione dei misteri viene svolta sulla trama della ripetizione vocale dell'Ave Maria. In questo modo pregano le labbra e il cuore etutto l'uomo entra in comunione con Dio.